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"I tronchi degli alberi sono separati, ma le radici si tengono strette le une alle altre e i rami in alto si intrecciano. Sono uniti a livello profondo ed a quello più elevato”.

Questo pensiero di Romano Battaglia meglio non può rappresentare la cultura del vino tipica del Veneto. Non c’è, infatti, al mondo un territorio dove il vino abbia radici tanto estese, identitarie, variegate e antiche come il Veneto, del quale vite e vino sono parte integrante della storia, del paesaggio e dell’economia e proprio grazie a queste radici ha saputo puntare in alto producendo vini di qualità elevata, apprezzati in tutto il mondo e che sono diventati il simbolo per eccellenza del nostro territorio.

Il Veneto è la prima regione produttrice di vino nel primo Paese produttore del mondo, coltiva con vitigni autoctoni circa tre quarti dei suoi oltre 75 mila ettari di vigneto e questi le consentono di produrre ogni tipologia di vino al massimo livello di qualità. Senza con questo escludere dai vertici qualitativi i vini da vitigni internazionali, che da noi sono peraltro utilizzati da almeno un secolo e mezzo e più e che nell’areale Veneto si distinguono per la loro particolarità e in qualche caso per la loro esclusività.

 

Dei quasi 9 milioni di ettolitri ottenuti dalla vendemmia del 2013, 4 milioni 218 mila ettolitri sono a Denominazione. Di questi, oltre l’80 per cento sono ottenuti da vitigni autoctoni e originari, in molti casi anche da tecniche autoctone e pressoché ovunque con tecnologie sviluppate da imprese della regione.

 

Si tratta di Prosecco e Amarone, di Soave e Valpolicella, di Bardolino e Custoza, di Durello e Raboso tutti vini che hanno uno straordinario riscontro economico anche all’estero, dove esportiamo una quantità di vini e mosti pari a oltre il 60 per cento della produzione per un valore che lo scorso anno ha sfiorato 1,6 miliardi di euro. A tutto ciò vanno aggiunte le grappe, il distillato italiano per eccellenza del quale siamo i maggiori produttori con oltre il 37 per cento del totale e che completa la filiera enologica regionale.

 

Questo è il CASO VENETO, in grado di tener testa a livello mondiale alle produzioni mondializzate, dando alla nostra regione un’anima identitaria profondamente radicata nel territorio, nella storia e nella cultura.