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Le colline di Conegliano Valdobbiadene patrimonio UNESCO

L’ultimo incontro che ha portato avanti la candidatura delle colline del Prosecco Conegliano Valdobbiadene a patrimonio dell’Umanità UNESCO è avvenuto lo scorso mercoledì al Sant’Artemio di Treviso, alla presenza del presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, del rappresentante del Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene DOCG, Ludovico Giustiniani, del rappresentante del Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, del rappresentante della Camera di Commercio di Treviso, Fulvio Brunetta, del primo cittadino di Conegliano, Floriano Zambon, del sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, del rappresentante dell’ATS Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità, Innocenti Nardi e dei rappresentanti della Regione Veneto.
Finora sono cinque i siti della Regione Veneto iscritti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (U.N.E.S.C.O.) nella sua ‘Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità’ in quanto riconosciuti e protetti come contesti d’eccellenza del patrimonio culturale e ambientale: Venezia e la sua laguna (1987), l’Orto Botanico di Padova (1997), Vicenza (1994) e le Ville Palladiane (1996), la città di Verona (2000) e le Dolomiti (2009).

“Le nostre colline di Conegliano Valdobbiadene” commenta Muraro, “sono state valutate come uniche e peculiari e quindi idonee alla candidatura, coerentemente con l’articolo 1 della Convenzione Unesco in riferimento ai paesaggi culturali, ovvero quei siti che sono originati dalla combinata attività dell’uomo e della natura. Nel caso delle nostre colline si tratta di un paesaggio generato da un processo continuo che si è evoluto nella storia attraverso il quale la società si è organizzata, come cultura tecnica e produttiva, adattandosi. Il percorso di candidatura è lungo e richiede consistenti approfondimenti tecnici e scientifici. Noi andiamo avanti perché crediamo nel valore culturale e ambientale di queste nostre colline”.

"Il valore culturale e ambientale di queste nostre colline", come afferma Muraro, è assolutamente indubbio. Come indubbia è la loro bellezza.
Non ci resta che sperare che l'inestimabile valore di questo nostro verdeggiante tesoro regionale venga universalmente riconosciuto.

 







TESTO Elisa De Conti

 

 

 

 


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