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Le pazze spese dei turisti stranieri in Veneto

Un centinaio di euro al giorno per godere dell’offerta culturale delle cittadine venete e dei piaceri del venetian way of life, tra un piatto di spaghetti alla busara e un aperitivo con spritz e cicchetti in osteria.
Questa la cifra media che, alla fine di una giornata di vacanza, i turisti stranieri hanno speso nel 2015 nella nostra regione. Nell’accrescere il conto che essi sono disposti a spendere gioca un ruolo fondamentale l’ampia e variegata panoramica culturale che il Veneto offre, tra siti storici, musei e bellezze naturali e storico-artistiche che tutto il mondo ci invidia. Le città in cui la spesa giornaliera aumenta di più del 30% sono, in particolar modo, Venezia, Verona e Padova.

Secondo i dati presentati lo scorso 22 aprile 2016 dalla Banca d’Italia nel corso della conferenza, realizzata in collaborazione con il Ciset, su “L’Italia e il turismo internazionale”, svoltasi presso l’Aula Magna Ca’ Dolfin di Venezia, i turisti stranieri in Veneto avrebbero portato, nell’anno appena trascorso, 5,2 miliardi di euro, con una crescita dell’8% rispetto al 2014.
L’aumento, più che prevedibile alla luce dell’anno record di presenze turistiche registrato dalla Regione Veneto, interessa in maniera particolare le città d’arte: quasi la metà della cifra, infatti, circa 2,3 miliardi, riguarda le mete culturali, destinazioni che negli ultimi anni, nonostante la crisi generale, non hanno vissuto nemmeno un attimo di calo, a conferma che la cultura per il Veneto, e per l’Italia in generale, è e deve essere un ambito nel quale investire.
L’aumento, infatti, è stato determinato interamente dalla spesa dei vacanzieri, mentre gli introiti dai viaggi di lavoro restano alquanto stabili e poco significativi.

Affezionatissimi alla vacanza in Veneto si confermano i tedeschi, che nello scorso 2015 hanno superato i 14,5 milioni di presenze, con soggiorni che hanno fruttato 1,1 miliardi di euro, un quinto di tutta la spesa tedesca in Italia. Un notevole incremento si è registrato anche per Stati Uniti e Giappone, i cui turisti hanno speso il 20% in più rispetto l’anno precedente e che si enunciano come il mercato più in espansione in vista del 2016.
In controtendenza, conseguentemente al deprezzamento del rublo e alla crisi economica interna, il mercato turistico russo in Veneto, sceso del 30% tanto per presenze quanto per spesa complessiva.
Un ruolo a parte è giocato dalla Cina. Le presenze cinesi hanno chiuso in positivo, con 200.000 presenze in più rispetto al 2014, ma la spesa ha subito un calo del 20%.

 


di Elisa De Conti

 

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