Home>Le Rubriche>News dal Veneto>Palazzo del Bo apre le sue porte al pubblico

Palazzo del Bo apre le sue porte al pubblico

03 aprile 2015


“Ammesso che l'onore di essere stata la sede della rivoluzione scientifica possa appartenere di diritto a un singolo luogo, tale onore dovrebbe essere riconosciuto a Padova”
disse lo storico britannico Herbert Butterfield. E se dovessimo circoscrivere ad un singolo edificio questo immenso onore, non possiamo che attribuirlo al Palazzo del Bo, storica sede dell’Università degli Studi di Padova dal lontano 1539.

Da giugno di quest’anno sarà visitabile l’intero complesso del Bo, e il pubblico potrà scoprire ed ammirare per la prima volta anche gli spazi novecenteschi (Rettorato compreso) in cui finora non erano consentite le visite guidate.
Le visite, della durata di un’ora e mezza, saranno concentrate nei fine settimana in quanto nel percorso illustrativo sono compresi uffici, aule e sale che nel quotidiano ospitano la consueta attività didattica e gestionale dell’Ateneo patavino.
“Nella percezione del turista, ma anche del padovano, il Bo è solo quello ‘storico’, ovvero il comparto più antico del Palazzo concentrato intorno al Cortile Antico.” commenta il Rettore, Giuseppe Zaccaria, “Il resto, volumetricamente ben più rilevante, è indefinito, quasi si trattasse di una aggiunta posticcia e trascurabile della parte ‘nobile’. Non molti percepiscono innanzitutto che anche la parte ‘storica’ è in realtà solo parzialmente ‘originale’ avendo subito diversi interventi che l’hanno fortemente modificata. A partire dalla stessa facciata che solo dagli anni Quaranta del Novecento ha visto l’apertura del porticato e lo spostamento del portale originario. Così come non è affatto comune l’idea che il ‘nuovo Bo’ sia, ormai, esso stesso, sede storica e non meno importante del Bo ‘antico’, sia in termini di architettura che di contenuto artistico. Certo nella percezione, o mancata percezione, pesa il marchio dell’epoca in cui il nuovo Bo è stato pensato e realizzato, il Ventennio Fascista. Ma è fuor di dubbio che oggi, al di là del giudizio ideologico, non si può non ammirare ciò che la volontà del Rettore Carlo Anti, unita alla creatività di Gio Ponti, ci ha lasciato. Qui e al Liviano si concentrano pagine fondamentali della storia dell’arte, del design e dell’architettura italiani della prima metà del Novecento, pagine sconosciute ai più che riteniamo doveroso svelare alla città e a chi visita Padova”.

Il percorso ha come punto di partenza il rinascimentale Cortile Antico, capolavoro del Moroni impreziosito da migliaia di stemmi di rettori, consiglieri e studenti, e si sviluppa lungo tutti i locali del complesso rinascimentale-fascista dell’Università, che risale al 1222 ed è stata la seconda fondata in Italia.
Dall’effigie di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo, al primo Teatro Anatomico al mondo, che risale al 1595 ed è stato il modello per decine di altre strutture simili negli atenei di tutto il mondo; dalla Sala dei Quaranta alla celebre Cattedra di Galileo Galilei, preziosa testimonianza simbolica dei suoi anni nella città del Santo; dalla grandiosa Aula Magna, che ha ospitato i più importanti uomini di scienza e cultura degli scorsi secoli (tra tutti, ricordiamo Albert Einstein che, nel 1921, vi tenne una conferenza), alla Basilica; per poi spostarsi nell’ala novecentesca del Bo, con l’Archivio Antico, gli spazi del Rettorato, le Sale di Giurisprudenza e di Medicina (con l’esposizione dei crani dei docenti che hanno offerto il loro corpo in nome del sapere anatomico), l’Atrio degli Eroi, la Scala del Sapere con l’affresco di Gio Ponti e il Palinuro di Arturo Martini e il Cortile Nuovo con il grande rilievo di Attilio Selva, la stele di Gio Pomodoro e l’installazione di Jannis Kounellis.
Arte, scienza, cultura e storia dell’umanità contribuiscono a rivestire di fascino e magnificenza l’edificio simbolo del sapere ed emblema di otto secoli di vita dell’Università degli Studi di Padova, famosa in tutto il mondo per il suo prestigio storico e didattico.

A breve tutte le informazioni saranno disponibili sul sito ufficiale dell’Università degli Studi di Padova.

 





TESTO Elisa De Conti

 

 

 

 

 

 



VEDI ANCHE:

 

Meteo Veneto

I nostri prodotti