Al Vinitaly il consorzio di tutla del Prosecco Doc brinda ad un’annata eccezionale: i mercati esteri trascinano il boom: Regno Unito +58%, Stati Uniti +24%.

170 milioni le bottiglie vendute nei mercati di tutto il mondo, +18% rispetto al 2012. Denominazione di origine è pari dunque a oltre il 35% del mercato delle bollicine, dato che assicura al Prosecco il primato assoluto a livello mondiale in questo importante comparto. Il che significa che nel mondo delle bollicine Doc almeno una bottiglia su tre è di Prosecco.
In Germania una bottiglia di bollicine su due è di Prosecco mentre negli Usa e nel Regno Unito quattro bottiglie su dieci arrivano dal territorio ad origine protetta Prosecco, che spazia da Treviso a Trieste includendo tutte le province del Friuli e la maggior parte di quelle venete.

La Germania in particolare si attesta come il primo mercato estero, assicurandosi ogni anno circa un terzo dell’intera quota export. Ma nello scenario internazionale ci sono paesi che registrano numeri in crescita eccezionali: il Regno Unito segna un +57,9% aggiudicandosi il secondo posto e portando la propria quota export al 20,3% del totale. Gli Stati Uniti registrano un +24% che corrisponde al 16% della quota export complessiva.
“Quello del prosecco è un successo mondiale del territorio del NordEst, per cui rappresenta un'enorme ricchezza, frutto di una rivoluzione partita dal Veneto.” Queste le parole del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia durante il Vinitaly. "La produzione dell'intera piramide del Prosecco si orienta quest'anno sui 453 milioni di bottiglie - ha aggiunto il governatore - che ne fanno la DOC più grande d'Italia e del Mondo, espressione autentica del binomio vino - territorio, che si aggiunge alle altre grandi produzioni enologiche territoriali: guardiamo ormai lo Champagne dallo specchietto retrovisore: è un sorpasso che ci premia e premia soprattutto quei produttori delle zone storiche che per decenni si sono spezzati la schiena per produrre questo vino, che sostiene a livello planetario la causa del territorio in un mercato globalizzato che preferirebbe imporre l'anonimato", ha concluso.
Oggi sono oltre diecimila le aziende produttrici che fanno capo al Consorzio Prosecco Doc. A queste si aggiungono almeno mille aziende trasformatrici e più di 300 case spumantistiche, per un valore generato di almeno 1,2 miliardi di volume d’affari.