Sul fronte dei consumi i radicchi si isolano dal contesto ortofrutticolo con valori che, dal 2007 ad oggi, hanno visto un sempre crescente aumento dei volumi in generale, e per quelli coltivati in Veneto in particolare. Attualmente a quota 64 mila tonnellate, incrementano sul 2012 del +18 per cento e sul 2007 ben del 50 per cento.

La tendenza favorevole è confermata da Opo Veneto, l’organizzazione di produttori di Zero Branco (Treviso), i cui soci rappresentano più del 5 per cento della superficie investita a radicchio nel Veneto (470 ettari su 8.577): l’ortaggio, in generale, è effettivamente in controtendenza rispetto alle altre colture orticole, e il mercato si conferma in continua espansione. Le sue potenzialità vanno cercate soprattutto all’estero, sia in termini di quantità che di quotazioni. E’ soprattutto il radicchio tardivo di Treviso a fare da traino commerciale: va sempre con un “buon passo”, a parte alcune parentesi negative quali il maltempo, le piogge e le temperature superiori alla norma, che ne hanno disturbato la crescita, la maturazione e la stessa raccolta. Le prospettive del settore rimangono quindi promettenti e il merito è imputabile all’ampia e diversificata gamma varietale, ad una maggiore diffusione sul territorio e alla valorizzazione di talune produzioni tipiche, tutti aspetti che hanno concorso a incrementare i volumi consumati in maniera significativa.


Le potenzialità estere del prodotto sono oggetto di studi e ricerche che hanno portato alla creazione di un progetto al fine di superare i problemi logistici legati al trasporto intercontinentale di un prodotto eccellente e prezioso come il radicchiodi Treviso IGP per raggiungere mercati importanti come Cina, Australia, Giappone dove l’ortaggio è sempre più apprezzato e richiesto. Grazie al progetto di una azienda Veronese, la nostra Regione sta realizzando tecnologie di refrigerazione innovative.

La refrigerazione passiva consentirà di conservare l'ortofrutta a temperature prossime allo zero, senza ventilazione e con livelli di umidità più elevati rispetto ai sistemi di refrigerazione tradizionale; questo garantirà un allungamento della shelf life di prodotti soggetti a disidratazione come il Radicchio, consentendo al prodotto di raggiungere in condizioni ottimali mercati oggi irraggiungibili se con a costi proibitivi legati al trasporto aereo.