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San Marco, colli, bici e prosecco. Il boom del Veneto

“Non solo Serenissima. La regione del Nord est sta facendo il pieno di turisti e mira a 20 milioni di arrivi annui. La chiave del successo si chiama turismo itinerante: a cominciare dalla rete di 1.200 chilometri di ciclabili

 

È la regione italiana in cima alle classifiche per presenza di turisti. Sono stati oltre 17 milioni nel 2015.

Più della Toscana e del Lazio, per dire Firenze e Roma. Il segreto è che il Veneto non è solo Venezia: «Siamo un pianoforte con molti tasti e altrettante opportunità di vacanza», dice l’assessore regionale Federico Caner.

È proprio questa la forza dell’area più visitata d’Italia. E ogni anno è importante aggiungere novità in grado di far tornare chi ha già visitato piazza San Marco, le ville palladiane e l’Arena di Verona. Il perno del nuovo Veneto turistico sono così diventati gli itinerari nella natura: la bici, la marcia e il cavallo. Riscoprire gli antichi sentieri, le strade del Medioevo, le osterie dove poteva capitare che i frati indugiassero nel finale di Giulietta e Romeo.


L’obiettivo degli organizzatori turistici veneti per i prossimi anni è raggiungere i 20 milioni di presenze. Una delle chiavi è il turismo itinerante. Sono ormai 1.200 i chilometri di piste ciclabili che attraversano la regione. Divisi in 6 percorsi di grande distanza da coprire in una settimana, 7 da percorrere nel week end e molti per escursioni in giornata. «In questi ultimi anni stiamo assistendo a un vero e proprio boom del turismo in bicicletta anche grazie al diffondersi di bici elettriche accessibili a un pubblico non sportivo », dicono all’ente del turismo. Così l’itinerario ciclistico si può affiancare a quello gastronomico come accade per le gite in bicicletta nei colli del prosecco con degustazioni nelle cantine. Si sta finendo di attrezzare anche la pista ciclabile che parte da Treviso e raggiunge Ostiglia, nel Mantovano: 116 chilometri in mezzo alla natura seguendo il percorso di una vecchia ferrovia abbandonata.Un percorso particolare, rivolto a una clientela più facoltosa, è quello dei 43 campi da golf che si trovano nella regione e che offrono panorami molto diversi, da Verona, al Lido di Venezia alle località montane. Un’offerta che si rivolge soprattutto ai turisti provenienti dalla Germania, circa metà dei 17 milioni che raggiungono il Veneto ogni anno.

 

Più alla portata dei portafogli di tutti è l’offerta del turismo religioso. Il progetto si chiama «A cross Veneto» e prevede di ricreare i percorsi della via dei pellegrini Romei che nel medioevo attraversava la regione per raggiungere Roma. Una sorta riedizione italiana della via Lattea che raggiunge Santiago de Compostela. I cammini dei Romei sono costituiti da sette percorsi attrezzati che arrivano dal Friuli e prima ancora dall’Austria e dalla Slovenia per raggiungere l’appenino emiliano e di qui incontrare la via Francigena in Toscana. Il turismo dei pellegrini è già molto forte in Veneto dove solo la basilica di sant’Antonio da Padova attira ogni anno oltre tre milioni di visitatori.


Per l’autunno è infine in programma il lancio delle nuove ippovie venete. Una serie di percorsi che vengono preparati in questi mesi, da realizzare completamente a cavallo. Il problema è riuscire ad attrezzare punti di sosta non solo per gli uomini ma anche per gli animali. La mappa completa dei nuovi percorsi per cavalieri verrà presentata in autunno alla prossima fiera di cavalli di Verona.
 

Naturalmente tutte queste sono opportunità che si affiancano alle mete tradizionali: Venezia, Padova, le città d’arte in genere. Ma anche le località montane, a partire da Cortina d’Ampezzo, le terme e il lago di Garda.
 

La maggior parte dei turisti arriva in Veneto per le sue spiagge: «E quest’anno - dice l’assessore Caner - le prenotazioni dalla Germania sono particolarmente numerose. Forse per questo successo - insinua l’assessore - sulla stampa tedesca è iniziata una campagna sui rischi per la sicurezza delle nostre località balneari». Per ora i turisti non sembrano credere agli allarmismi. Il Veneto è sempre in cima alle classifiche.”

 

Testo di Paolo Griseri - fonte www.larepubblica.it

 

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